In Sicilia tutto è “minnitta”

Nella lista della spesa del clan di Brancaccio, secondo le nuove rivelazioni del pentito Spatuzza, c’erano:
l’elicottero dove viaggiava l’allora Procuratore Caselli per cui era pronto un lanciamissili e che per fortuna non venne a tiro, l’editore del “Giornale di Sicilia” Antonio Ardizzone e il giornalista Gianfranco D’Anna della RAI, anche questi due fortunatamente risparmiati, Padre Puglisi che per due volte avevano cercato di metterlo sotto ad una macchina, poi hanno perso la pazienza e gli hanno sparato un colpo in fronte. Va poi citata la vicenda tristissima e orripilante del sequestro e omicidio del piccolo Giuseppe Di Matteo, figlio undicenne del collaboratore di giustizia Santino Di Matteo. La squadra di Gaspare Spatuzza fu quella che andò a prelevare il bambino in un maneggio. Poi alla fine, giusto perché siamo in clima natalizio, il pentito ha fatto scivolare una chicca sulla Natività di Caravaggio, rubata quarant’anni fa dagli uomini di Cosa nostra dall’oratorio di San Lorenzo a Palermo e mai ritrovata: “Ho saputo da Filippo Graviano nel carcere di Tolmezzo intorno al 1999 che il quadro era stato distrutto negli anni Ottanta. La tela era stata affidata ai Pullarà (capimafia della cosca di Santa Maria di Gesù), i quali l’avevano nascosta in una stalla, dove era stata rovinata, mangiata dai topi e dai maiali, e perciò venne bruciata”.
Perché oggi sono saltata sulla sedia solo a questo dettaglio? Non che non mi faccia orrore la vicenda del piccolo di Matteo, ma già la conoscevo, purtroppo, ma la Natività del Caravaggio speravo che prima o poi venisse fuori dal caveau di qualche magnate statunitense, adesso sappiamo che non c’è speranza, tutto è “minnitta”!

Commenti

One comment on “In Sicilia tutto è “minnitta””
  1. monachella79 ha detto:

    devo dire molto puntigliosi….nelle loro assurde manifestazioni.

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