Ditegli sempre di si…

“Non si può governare attaccati da pubblici dipendenti quali sono i giudici” è l’ultima perla partorita dalla bocca di un uomo afflitto dalla mancanza di contraddittorio, cosa che costituisce la sua e la nostra tragedia. “Ditegli sempre di si” era il titolo di una commedia Eduardo De Filippo che parlava di un pazzo, però la pazzia non si applica al nostro premier; si offenderebbero altrimenti tutte quelle magnifiche persone che amano perdersi nei meandri della mente, entrando alternativamente in contatto col prossimo, sviluppando angoli di creatività inaccessibili ai più e mancando spesso di senso pratico. No, il nostro premier non è pazzo, è soltanto viziato dai soldi e dal potere e non riesce ormai a distinguere la fiction della sua vita dal mondo reale, fatto di fatica e brutture, però vario e vitale. Il suo “Truman show” non prevede la noia di mediare col resto del mondo: perché doversi sottoporre al giudizio della magistratura, perché essere infastiditi da una parte seppur minoritaria di stampa dissenziente, perché essere derisi da programmi satirici? Dalla sua postazione sembra facile fendere l’aria con un machete che neutralizzi qualsiasi diversità e, mancando molto in originalità, il nostro premier desidererebbe un cliché visto e conosciuto che si chiama dittatura. Tuttavia è tanto tenace nel proporlo che agli Italiani sono cascate le braccia, come a quei genitori vinti da figli troppo capricciosi, che si scambiano sguardi esausti accompagnati da frasi del tipo: “per favore faglielo fare che non ne posso più di sentirlo strillare”, solo che a forza di dare e concedere si arriva al punto che il bimbo diventa ingestibile e non si contano più le varietà delle sue maleducazioni. Per esempio si era pensato di renderlo immune da ogni processo, tanto per evitargli di distruggere l’intero sistema giudiziario italiano, ma non basta, perché la fantasia del personaggio è inarrestabile. E’ già riuscito ad aggirare il tedioso passaggio del parere del parlamento su ogni decisione da prendere, nominando da solo i membri della sua maggioranza, ma non ha risolto il problema perché ci sono sempre nuove elezioni e nuovi sondaggi. Poi lui vorrebbe vedere sempre gente entusiasta del suo operato al posto di tanti musi e derisioni e disoccupati che gli ricordano che il paese è precipitato nella peggiore crisi economica dal dopoguerra. Ed è afflitto dal terrore che la gente non lo ami, così che ricorre ad ogni stratagemma per suscitare affetto o quantomeno pietà e… dove si andrà a finire?

No, la cosa così non può funzionare, è arrivato il momento di gridare un bel no. E’ arrivato il momento di rientrare nella pratica della democrazia, che è una cosa molto faticosa e sulle cui regole si dibatte da migliaia di anni, ma dalla quale non si può fuggire.

Commenti

2 comments on “Ditegli sempre di si…”
  1. shamal ha detto:

    Convengo su tutto e ti lascio alle parole di Gramellini sul blog della Stampa di oggi, perfettamente in tema:

    http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/hrubrica.asp?ID_blog=41

    Saluti…

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  2. grazie Shamal, avevo anch’io intenzione di mettere questo link ma poi l’ho perso

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