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…al commerciale…

“Le domande di partecipazione non arrivano a me, ma al commerciale: una volta accettate sarebbe illegale respingerle”, questo è il sottotitolo di un’intervista rilasciata non dall’organizzatore del mercatino di Natale della proloco, ma dal Direttore del Salone del Libro di Torino, la più importante kermesse editoriale d’Italia e la seconda d’Europa, sto parlando di Nicola Lagioia, scrittore, vincitore del Premio Strega 2015.

L’intervita è una delle tante da lui rilasciate in merito all’imbarazzante partecipazione al Salone di una casa editrice in apologia di fascismo, dove è sembrato che ogni pezza, più che rattoppare il buco lo squarciasse ancora, lasciando intravedere un re nudo, che nel tentativo di difendersi regalava ai suoi detrattori lo stereotipo di una cricca autoreferenziale incapace di interpretare l’emergenza del momento.

E’ un vero dramma il fatto che il baluardo culturale contro l’invadenza fascista e razzista sia rappresentata da un fronte così impreparato; non mi riferisco solo al giovane Direttore ma a tutto un sistema di case editrici, scuole di scrittura, premi e critici letterari. C’è un’indubbia crisi di sistema che parte dal fatto che in Italia non si vendono libri, anche perché, diciamolo chiaramente, i maggiori successi letterari in una lingua parlata solo a casa nostra, riescono a raccogliere al massimo un milione di lettori, che in termini economici è sempre troppo poco, sia per gli editori che per gli scrittori. In più in questo settore permangono ancora dei tabù: primo fra tutti l’ostracismo verso l’autopubblicazione che all’estero non fa impressione a nessuno, dove semmai sorgono agenzie di supporto che offrono editing, traduzione e promozione. Invece in Italia si vocifera che per essere pubblicati paghino anche gli insospettabili, però non si può dire ufficialmente. Così si continua a fingere di essere stati scelti e premiati con la pubblicazione, di qualsiasi casa editrice si parli, anche di quella che ha depositato il marchio in tribunale il giorno prima o ha in catalogo libri di ricette e selfie testuali di persone dello spettacolo. Attorno alla frustrazione degli autori gira un’economia dell'”acconntentiamoci”, in cui sono questi che foraggiano le case editrici, le quali a loro volta foraggiano le fiere e i premi letterari. Ecco quel “Commerciale” di cui parlava Lagioia, termine che con la cultura dovrebbe avere poco a che fare, soprattutto se si parla di manifestazioni e attività che ricevono finanziamenti pubblici.

La “cultura” è sempre stata lo spauracchio della destra, incapace di produrla e capirla, pronta a sbeffeggiarla al pari della volpe con l’uva. Ma proprio adesso che questa ci minaccia col livore violento del peggiore razzismo e fascismo, la “cultura” si presenta fragile e attaccabile, inseguendo modelli di profitto che non le dovrebbero essere propri, annaspando nelle sabbie mobili delle baronie universitarie, delle nomine politiche, dei finanziamenti compiacenti, dei concorsi e dei premi pilotati.

Di questi giorni ci resta impressa l’immagine tragica di una bimba in preda a una crisi di panico, che rientra a casa sua scortata da due file di agenti mentre una folla inferocita urla minacce indicibili alla sua mamma. Sul fronte opposto vorremmo un baluardo culturale, granitico, autorevole, capace di scelte coraggiose, quando invece vediamo esponenti del mondo culturale, che aspettano le decisioni di una procura prima di pronunciarsi sulla partecipazione di una casa editrice fascista alla fiera del Libro di Torino.

Abbiamo bisogno di cultura ma veicolata in modo più capillare, dal basso, abbiamo bisogno di maestri che ricomincino daccapo, che affabulino i discenti di ogni ordine e grado, che creino una nuova classe pensante capace di distinguere il fascismo dall’antifascismo, il male dal bene, l’empatia dall’egoismo. Non so: poesie scritte sui muri, uomini-libro che girino per le città come cantastorie, audiolibri diffusi in rete, perché se fascisti ed economia di mercato possono distruggere la carta come in fahrenheit 451, è il pensiero libero che conta.

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