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Questa faccia è un atto di sfida, perché ci dice che la verità è quella che riesce a essere gridata più forte. Questa faccia ci dice che non occorre guastarsi i connotati con dei finti lividi, nonostante si abbiano a disposizione ottimi truccatori, perché una audience costruita in trent’anni ormai crede a tutto: che il personaggio di una soap opera sia lo stesso nonostante sia cambiato l’attore che lo interpreta, come allo stesso modo crede che Berlusconi abbia avuto un naso rotto e dei punti di sutura nonostante questa foto di due giorni fa. Perché Berlusconi dovrebbe sembrare meno bello di quello che lui pensa di essere? Gli italiani si sono bevuti la sua verità e chi non ci crede stia zitto, altrimenti passa per complottista. Strano termine quest’ultimo, perché ti ritorna indietro, appiccicandotelo addosso, l’aggettivo che vorresti indirizzare al destinatario. Questa foto proviene dal blog del New York Times nell’articolo: UnscarredBerlusconi Appears in Public, di ROBERT MACKEY, dove si ironizza sulle doti da superman del nostro premier, che miracolosamente appare senza cicatrici dopo meno di un mese dall’aggressione. Chiunque abbia avuto dei punti di sutura al volto sa che è impossibile mostrare una faccia immacolata dopo meno di un mese. Il volto umano, al minimo colpo, si riempie dei lividi che nessun cerone riesce a coprire (che poi cambiano colore più volte e scendono verso il collo), gli occhi si gonfiano e la pelle reagisce riempiendosi si acne; perché altrimenti tutte le dive che ricevono un ceffone dal proprio partner si coprono il volto con enormi occhiali da sole? Dovrebbero conoscere quanto Berlusconi le doti magiche di un cerone, che evidentemente non è sufficiente.

Ma quello che adesso mi fa più rabbia è il fatto che a salvare Berlusconi sarà la portata di ciò che ha fatto. Osservando attentamente la sequenza delle foto e dei video dell’attentato, aggiungendo quelle dell’eccessivo indugiare di bende ballerine (che si spostavano da un punto all’altro della faccia) e poi del miracoloso riassorbimento delle cicatrici, ormai unanimemente sorge il dubbio, ma poi si aggiunge: “ma non è possibile!! Non può vere fatto tutto questo!! Non è nella mente umana organizzare una diavoleria simile, e poi nei minimi particolari!!!” L’ipotesi che accoglie più favori è invece quella che egli abbia ingigantito un piccolo colpo, che il sangue che ad esempio fuoriusciva dalla sola gengiva sia stato spalmato sulla guancia per ottenere quella facies tragica mostrata a più riprese. Una maschera che è sembrata talmente ben riuscita al nostro Premier da volerne fare oggetto di propaganda elettorale, finalmente sostituendo il suo avatar di plastica della foto del 1994.

A questo punto sostengo che la verità della seconda ipotesi sarebbe altrettanto mostruosa, patetica e meschina e il solo fatto che assolverebbe Silvio Berlusconi da una ipotesi ancora più scomoda, non vuol dire che non fornisca gli estremi per una condanna morale e politica. Così come non c’era nulla da festeggiare quando Totò Cuffaro fu condannato a soli 5 anni anziché ad una pena più grave.

Firmate la petizione on-line, perché si accerti cosa è successo veramente.

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